Prensa internacional

Los medios del mundo se hacen eco de los primeros resultados en las elecciones presidenciales argentinas. Notas de: El Mundo, El Pais, Corriere della Sera, Le Monde.


Argentina, exit poll: Lady Kirchner al 46% una donna presidente alla Casa Rosada
Repubblica

BUENOS AIRES – Cristina Fernandez Kirchner ha vinto nettamente le elezioni presidenziali. Secondo vari exit poll delle tv argentine, la candidata del Fronte della Vittoria (sinistra peronista) ha superato il 45% dei voti, e succederà al marito alla Casa Rosada. I primi risultati ufficiali nella notte italiana.
La Fernandez è la prima argentina eletta alla presidenza. L’unico precedente è quello di Isabel Martinez de Peron, capo dello stato nel periodo 1974-75 dopo la morte del marito, Juan Domingo Peron. Isabelita fu poi destituita dal golpe che portò alla lunga dittatura militare, finita solo nel 1983.
La giornata. Affluenza record alle presidenziali e legislative argentine: le autorità hanno deciso il prolungamento di un’ora dell’apertura dei seggi a Buenos Aires. Nella capitale, i cittadini hanno potuto votare fino alle 23 italiane.
La scelta è dovuta alla difficoltà di avviare molti seggi, a causa della mancanza di presidenti e scrutatori. Il voto era poi diviso in quattro schede: si sono così formate ovunque delle lunghe file. Nel tardo pomeriggio, i rappresentanti di lista di alcuni candidati hanno denunciato irregolarità.
Sono 27.090.192 milioni gli elettori chiamati a scegliere il successore di Nestor Kirchner alla Casa Rosada: tutti i sondaggi confermano che si tratterà di un affare di famiglia visto che la candidata di gran lunga favorita è la “primera dama” Cristina Fernandez.
A sfidare la 54enne “Hillary latina”, come l’ha definita Time, altri 13 candidati ma senza chance di riuscire fermarla. Gli ultimi sondaggi la davano tra il 39,5 e il 49,4%.
Dietro di lei ma molto staccata, un’altra donna, Elisa ‘Lilita’ Carrio, 51 anni, della sinistra radicale (Coalizione civica), seguita dall’ex ministro dell’Economia Roberto Lavagna, 65 anni ancora più indietro.
Per vincere direttamente la senatrice (un altro punto in comune con la ex first lady Usa oltre l’attività di avvocato) basta ottenere almeno il 40% dei voti e staccare di 10 punti il secondo arrivato o direttamente il 45%.
La favorita. All’uscita del seggio di Rio Gallegos (Patagonia), Cristina Fernandez ha parlato dell’importanza della democrazia, ricordando i tempi della dittatura militare. “Quando avevo 18 anni non potevo votare, quindi quello che stiamo facendo è molto importante”.
Boca-de-urna dá vitória a Cristina Kirchner na Argentina
Folha Online

A primeira-dama da Argentina, a senadora Cristina Fernandéz de Kirchner, 54, será a primeira mulher eleita para a Presidência do país, segundo resultados das pesquisas boca-de-urna. A candidata da Frente para a Vitória concorre com mais 13 rivais para obter o cargo de presidente.
Apesar da candidata Elisa Carrió, da Coalizão Cívica, e do ex-ministro da Economia e agora candidato Roberto Lavagna, 65, da Uma Nação Avançada, lutarem para tentar fazer com que haja um segundo turno no dia 25 de novembro, todas os maiores institutos de pesquisa eleitoral na Argentina apontam para uma intenção de voto de 40% ou mais para a primeira-dama, segundo a Associated Press.
Para conquistar a vitória no primeiro turno, Cristina Kirchner necessita de pelo menos 40% dos votos com mais de 10 pontos percentuais à frente de seu rival mais próximo ou de ao menos 45% dos votos. A intenção de votos para Carrió está na casa dos 20%, segundo a Reuters.
O próximo mandato presidencial na Argentina começa no dia 10 de dezembro e entre os maiores desafios para quem conseguir o cargo será lidar com a inflação, a crise energética e o aumento da violência.
Cristina Kirchner se recusou a ir a debates e viajou em sua campanha para outros países, onde tirou fotos com líderes locais. Ela esteve no Brasil com o presidente Luiz Inácio Lula da Silva.
Os vestidos da senadora e suas bolsas provocaram comparações com Evita Perón, outra primeira-dama argentina com influência política e na moda.
A única presidente mulher da Argentina foi Isabela Perón, que que era vice-presidente de Juan Perón quando ele morreu em 1974. Ela governou por 20 meses antes de que um golpe militar a derrubasse.
Cristina Kirchner também foi comparada à senadora americana Hillary Rodham Clinton.
A senadora rejeita tais comparações. “Eu não quero ser comparada com Hillary Clinton, com Evita Perón ou com ninguém mais”, disse Cristina Kirchner.
Com Associated Press e Reuters

Cristina Fernandez aurait remporté la présidentielle argentine
Le Monde

BUENOS AIRES (Reuters) – Cristina Fernandez de Kirchner, l’épouse du chef de l’Etat sortant, a remporté l’élection présidentielle qui s’est déroulée dimanche en Argentine, selon des sondages de sortie des urnes diffusés juste après la fermeture des bureaux de vote.
Selon les sondages diffusés par plusieurs chaînes de télévision, Fernandez aurait remporté entre 42 et 46% des suffrages, loin devant son plus proche adversaire, l’ex-parlementaire Elisa Carrio, créditée d’entre 23 et 25% des suffrages.
Si les résultats officiels confirment que Cristina Fernandez a réuni plus de 45% des suffrages exprimés ou obtenu un score de 40%, avec une avance de plus de dix points sur son principal adversaire, elle n’aura pas besoin de disputer un second tour pour être élue.
A 54 ans, la “primera dama” deviendrait ainsi la première femme élue à la présidence de l’Argentine et succèderait à son époux, Nestor Kirchner.
Argentina al voto, first lady verso la vittoria
Corriere della Sera

In 27 milioni chiamati alle urne. Secondo gli exit poll Cristina Kirchner avrebbe ottenuto il 46% dei voti
BUENOS AIRES – Vittoria annunciata per Cristina Fernandez Kirchner alle presidenziali argentine. Secondo i primi exit poll la 54 enne senatrice alla testa del Fronte per la Vittoria avrebbe sbaragliato gli avversari ottenendo il 46% dei voti. Circa 27 milioni di elettori argentini erano chiamati alle urne per scegliere il successore del presidente Nestor Kirchner, il cui mandato scade in dicembre, un nuovo vicepresidente e per il rinnovo di metá dei deputati e di un terzo dei senatori. Tra i 13 candidati in lizza per la «Casa Rosada» la super favorita era proprio lei, la moglie di Kirchner.
13 CANDIDATI – Le rilevazioni diffuse dalle reti tv Cronica, America e Todo Noticias attribuiscono alla «primera dama» tra il 42 e il 46% dei voti. Se gli exit poll saranno confermati la senatrice progressista Cristina Fernandez sarà il primo presidente della Repubblica donna eletto in Argentina. Per vincere direttamente basta ottenere almeno il 40% dei voti e staccare di 10 punti il secondo arrivato. A sfidare la 54enne «Hillary latina», come l’ha definita Time, erano altri 13 candidati. Gli ultimi sondaggi la davano tra il 39,5 e il 49,4%. Dietro di lei ma staccata di 28 punti un’altra donna, Elisa «Lilita» Carrio, 51 anni, della sinistra radicale (Coalizione civica), seguita dall’ex ministro dell’Economia Roberto Lavagna, 65 anni, ancora più indietro. L’alta affluenza delle urne nelle ultime ore nella capitale avevano costretto le autorità a estendere di un’ora le operazioni di voto a Buenos Aires dove si sono chiuse alle 19 locali (le 23 in Italia). I primi risultati ufficiali sono attesi alle 22 locali (le 2 del mattino in Italia).
SONDAGGI – Per la vittoria al primo turno serve il 45% dei voti, ma anche il 40% dei consensi, insieme al vantaggio di almeno il 10% sul secondo candidato, renderebbe inutile l’eventuale ballottaggio previsto per fine novembre. Le ultime indagini sulle intenzioni di voto davano la senatrice al 43% e nessuno dei suoi avversari oltre il 15%. Sempre stando ai sondaggi, la popolarità di cui gode Kirchner gli permetterebbe di vincere ancor più facilmente della moglie, ma la decisione della coppia di alternarsi al potere consentirà ai due di restare a lungo alla Casa Rosada.
STAFFETTA A CASA ROSADA – Per legge in Argentina un presidente può essere eletto solo per due mandati consecutivi: Kirchner ha deciso di non correre questa volta, ma potrà ripresentarsi alle prossime presidenziali. Per questa staffetta i critici hanno così coniato la parola «MonarKia», con la ‘K’ maiuscola a indicare il cognome della coppia. Ma la continuità che i Kirchner probabilmente assicureranno non è vista da tutti come negativa, visto che il presidente uscente ha garantito un periodo di quattro anni di stabilità politica e di crescita economica, nel quale gli abusi dei diritti umani di un tempo sono stati puniti, con una determinazione
SLANCIO FEMMINILE – Nei quattro anni e mezzo di governo del presidente Nestor Kirchner in Argentina «abbiamo realizzato tanti sogni, ma è necessario andare avanti per concretizzarne tanti altri» ha sostenuto con foga di candidata, ma anche con slancio tutto femminile, Cristina Fernandez Kirchner, chiudendo la lunga campagna nel popoloso municipio di La Matanza, area strategica della provincia di Buenos Aires. Elencando i sogni con cui nel 2003 «quell’uomo» – ha chiamato così il marito Nestor che la ascoltava attentamente sul palco accanto al vicepresidente Daniel Scioli – ha assunto le redini dell’Argentina la candidata, che indossava un tailleur bianco con gonna a pieghe, ha evocato la dignità del lavoro, la fine dell’impunità e il recupero delle istituzioni.

Sondeos a pie de urna apuntan a una cómoda victoria de Kirchner
JUAN IGNACIO IRIGARAY
El Mundo

BUENOS AIRES.- Los sondeos a pie de urna en los colegios bonaerenses aseguran que la candidata oficial, la peronista Cristina Fernández de Kirchner, ha sido electa presidenta de Argentina con más del 43% de los votos en los comicios celebrados de este domingo. Si la diferencia con el resultado que obtenga el segundo candidato más votado es mayor del 10% no sería necesaria una segunda vuelta.
Según Reuters, las televisiones Cronica TV, América y Todo Noticias otorgan a Fernández de Kirchner entre el 42 y el 46% de los votos. Si este escrutinio se confirma, la sucesora en la Casa Rosada de su marido, Néstor Kirchner, se constituirá así en la primera mujer de Argentina que resulta electa presidenta por la voluntad popular. Y también será la primera en el mundo que recibirá el poder de manos de su consorte, el 10 de diciembre próximo.
La postulante de la Coalición Cívica, Elisa Carrió, logró el segundo lugar con entre el 23,7 y el 25% de los sufragios, mientras que el ex ministro de Economía Roberto Lavagna fue tercero con entre el 13,1 y el 14%. El cuarto puesto, para el aún más peronista Alberto Rodríguez Saa, 7,5%; y en quinta posición, el liberal Ricardo López Murphy con 2,7 por ciento.
En la provincia de Buenos Aires -principal distrito electoral del país- también se imponía el oficialismo ‘kirchnerista’ con el candidato Daniel Scioli, actual vicepresidente de la Nación, que habría arrasado con casi obteniendo el 50% de los votos.
Las mesas electorales fueron cerradas a las 19.00 local (23 en España) y se prevé que el escrutinio se prolongará durante la noche. Los primeros resultados parciales surgirían a partir de las 21.00 hora local (01.00 en la península).
Las leyes argentinas prevén que para que un candidato gane las elecciones en la primera ronda debe obtener el 45% de los votos o el 40% y diez puntos de diferencia sobre el segundo.
Retrasos en las mesas electorales
El Director Nacional Electoral, Alejandro Tullio, confirmó que todo ha venido con un retraso de dos horas más o menos en la jornada electoral. Este hecho provocó que el cierre, previsto para las 18.00 horas locales (22 horas en España) se retrasase una hora.
Los 14 ‘presidenciables’ de Argentina ya emitieron su voto y aguardan en sus respectivos comandos políticos los resultados. La candidata oficial Cristina Fernández de Kirchner emitió su sufragio en la ciudad patagónica de Río Gallegos, capital de la provincia de Santa Cruz.
“Cuando tenía 18 años no podía votar (porque imperaba una dictadura militar) y entonces esto muy importante por la continuidad de la democracia. Formé parte de una generación en la que nadie podía decidir nada”, dijo la Primera Dama en declaraciones a un grupo de periodistas.
Poco más de 27 millones de ciudadanos tienen cita con la democracia para elegir al nuevo presidente de la Nación y vicepresidente, que gobernarán el país en los próximos cuatro años, hasta 2011. También optan entre postulantes a diputados y senadores -se renueva la mitad de las cámaras- y a gobernadores de ocho provincias; entre centenares de cargos electivos.
Cristina opaca la campaña
La unanimidad de las encuestas en señalar a Cristina Kirchner como probable ganadora ha opacado la campaña electoral. Los argentinos siguieron aburridos y con apatía el desfile proselitista: sólo tres de cada 10 ciudadanos mostraron interés en la carrera presidencial, dicen los analistas. La negativa de la candidata oficial a debatir en televisión con sus contrincantes tampoco ayudó a levantar los ánimos.
Si las urnas confirman el pronóstico, será la primera vez en la historia mundial que un presidente en actividad -Kirchner- traspase el poder a su consorte -Cristina- e inaugure así un modelo político de continuismo familiar. Por eso muchos argentinos -en teoría, ciudadanos de una república con democracia representativa- se alarman frente a la posible “dinastía Kirchner”.
El dato positivo es que Argentina celebra su sexta elección presidencial desde que en 1983 recuperó la democracia, después de seis décadas con intermitentes gobiernos civiles -de escasa legitimidad- y dictaduras militares, la última de las cuales castigó a la sociedad con la ‘guerra sucia’ del terrorismo de Estado y dejó el saldo ‘negro’ de 30.000 desaparecidos.
En el último lustro, el país ha venido recuperándose de la debacle general que sufrió en 2001 y 2002, cuando el Estado quebró sus finanzas y decretó el cese de pagos de sus deudas. Para no honrar sus deudas instauró el ‘corralito’ en las cuentas de los bancos, apropiándose de los depósitos de la gente, en lo que el ‘Washington Post’ bautizó como “el mayor atraco bancario de la historia”.
Gracias al alto precio internacional de la soja, más otros granos y oleaginosas, la economía argentina vive un rebote de crecimiento -9% anual, dice el Gobierno-; hay superávit fiscal y a la vez comercial -algo inédito aquí-; y se redujeron el paro y la pobreza, aunque ésta aún alcanza a casi el 30% de la población. Peligrosamente la inflación reapareció en el mercado al 20% anual, según estudios independientes.

Cristina Kirchner gana las presidenciales argentinas en la primera vuelta, según los sondeos
El País

Los primeros sondeos emitidos por las televisiones al cierre de los colegios electorales en Argentina conceden la presidencia del país suramericano a la senadora peronista Cristina Kirchner, a quien según estos mismos sondeos no le haría falta acudir a una segunda vuelta.
La candidata oficialista habría obtenido entre el 46 y 46,3% de los votos, según estas primeras encuestas a boca de urna. Elisa Carrió, candidata de la Coalición Cívica, habría quedado como la segunda opción más votada con entre el 23,7 y el 25% de los sufragios, mientras que el ex ministro de Economía Roberto Lavagna habría quedado tercero con entre el 13,1 y el 14%.
Las leyes argentinas estipulan que para que un candidato gane las elecciones en primera ronda debe obtener el 45% de los votos o bien el 40% y diez puntos de diferencia sobre el segundo.
Denuncia de irregularidades
Varios partidos y dirigentes de la oposición han denunciado e irregularidades e incluso “fraude” en las elecciones, pero el Gobierno ha dicho que el proceso fue “ejemplar”. Las denuncias presentadas ante la justicia electoral se centran en la falta de papeletas de algunos partidos en los centros de votación.
Los denunciantes son Coalición Cívica, Una Nación Avanzada (UNA) y el Frente Justicia, Unión y Libertad, que llevan como candidatos a la presidencia a Elisa Carrió, Roberto Lavagna y Alberto Rodríguez Saá, quienes, según los sondeos, están en segundo, tercero y cuarto lugar en intención de voto.
De hecho, la escasez de papeletas junto a la alta afluencia de votantes a última hora ha motivado la decisión de la Junta Electoral de prorrogar una hora la votación en Buenos Aires, donde los colegios han cerrado sus puertas a las 22.00 (hora peninsular española). El resto de colegios del país cerraron una hora antes.
Alrededor de 27 millones de ciudadanos estaban llamados a las urnas, aunque la convicción de que Cristina Kirchner tenía asegurada la victoria, como finalmente así ha sido, ha sembrado de apatía en la campaña electoral. Los colegios han abierto a las ocho de la mañana (mediodía en España) y la jornada ha trancurrido con normalidad, al margen de las ya citadas denuncias de la oposición.
A la estela de Evita Perón
La mujer del presidente saliente Néstor Kirchner no sólo se jugaba la posibilidad de continuar la gestión de su marido, sino también la posibilidad de ser la primera mujer de Argentina en llegar a la Presidencia mediante elecciones. El único antecedente de presidenta es el de María Estela Martínez de Perón, apodada Isabel, la viuda del fundador del Partido Justicialista, Juan Domingo Perón, quien llegó a la Jefatura del Estado en 1974 tras la muerte de su esposo, a quien había acompañado como candidata a la Vicepresidencia en los comicios disputados el año anterior.
Dos mujeres en cabeza
Un dato incontrastable es que los dos candidatos que tienen posibilidades de acceder a la presidencia son mujeres: además de la esposa de Kirchner, la ex diputada Elisa Carrió, aspirante por la Coalición Cívica, marcha segunda en las encuestas y ha asegurado que participará en la segunda vuelta. Católica, separada, de comunión diaria, Carrió vive su paso por la política con la convicción de quien lleva adelante una misión casi mística. Con sus denuncias de casos de corrupción en los últimos años, se ha convertido en una suerte de implacable fiscal, que promueve la realización de una revolución ética.
No es un dato menor que las dos principales candidatas sean mujeres, en un país donde el machismo todavía existe, y donde las mujeres fueron autorizadas recientemente a votar por una ley aprobada en septiembre de 1947, durante la primera presidencia de Perón.
Participación
Tras la apertura de colegios a las ocho de la mañana, se ha ofrecido un primer dato de participación a mitad de jornada. A esa hora, el 30% de los 27 millones de argentinos con derecho a voto lo había ejercido, según el director nacional electoral, Alejandro Tullio. Hay que tener en cuenta que el voto es obligatorio. La jornada transcurre hasta ahora sin incidentes de importancia, aunque se ha denunciado falta de papeletas en algunas mesas de la capital y la provincia de Buenos Aires, los principales distritos electorales del país.
Además de presidente y vicepresidente, los 27 millones de argentinos con derecho a voto elegirán 130 diputados nacionales para renovar la mitad del cuerpo legislativo, y 24 senadores nacionales para reemplazar un tercio de los integrantes de la Cámara Alta, además de ocho gobernadores provinciales -Buenos Aires, Santa Cruz, Mendoza, La Pampa, Jujuy, Salta, Formosa y Misiones.
Los principales candidatos ya han ejercido su derecho al voto y, como es habitual, han destacado la “jornada democrática” que hoy se vive en el país. La favorita, Cristina Kirchner, ha declarado que valora “mucho esta jornada de democracia en la que cada
ciudadano y ciudadana puede definir (a las autoridades) con su voto”. Tras votar en Santa Cruz, ha viajado a Buenos Aires para seguir el recuento. El revuelo de periodistas y personal de seguridad que rodeaba a la candidata de la Coalición Cívica, Elisa Carrió, ha impedido que realizara declaraciones. Finalmente, el ex ministro de Economía Roberto Lavagna, candidato de Una Nación Avanzada (UNA) ha deseado “un excepcional día democrático” y que “todo el mundo vote en orden”.
Apatía
La campaña electoral se ha caracterizado por una apatía general, supuestamente debido a que desde hace meses todas las encuestas vaticinan una victoria con amplio margen de la candidata del oficialista Frente para la Victoria, la senadora Cristina Fernández. Los últimos sondeos conocidos ayer coinciden en pronosticar el primer lugar para la esposa de Kirchner y la mayoría sostiene que obtendrá tal cantidad de apoyos que ni siquiera será necesario disputar una segunda vuelta entre los dos aspirantes más votados.
La Constitución argentina establece, tras la reforma de 1994, que para que no se celebre una segunda vuelta, el candidato más votado deberá obtener más del 45% de los sufragios o cosechar el 40% de los votos más una diferencia de diez puntos sobre el segundo. El diario Clarín publicaba ayer ocho encuestas que adjudican el triunfo a Fernández en primera vuelta. Sólo el sondeo de la consultora Opinión Autenticada le adjudica a la esposa de Kirchner el 39,5% de los votos, con lo que debería disputar la segunda vuelta.

Succession familiale en vue à Buenos Aires
Patrick Bele
Figaro

Cristina Kirchner, 54 ans, est donnée largement favorite par les sondages pour em-porter l’élection présidentielle dont le premier tour a lieu ce dimanche. Elle succéderait ainsi à son mari, le président sortant, Nestor Kirchner.
LA CAMPAGNE pour la présidentielle de ce dimanche en Argentine s’est agitée dans la dernière semaine à cause de la tomate. Ou plutôt de son prix qui aurait augmenté de 250% en un an, alors qu’elle constitue l’une des bases de l’alimentation des Argentins. Dans un pays traumatisé par l’hyperinflation des années 1980, les prix des légumes s’envolent en ce printemps austral. Des associations de consommateurs ont appelé à un boycott. «Nous dénonçons des producteurs qui, en position de quasi-monopole, pratiquent des prix inaccessibles pour le consommateur,» explique Pedro Busseti, président de Defensa de usuarios y consomidores (Deuco).
Cristina Kirchner, qui postule à la succession de son mari à la tête de l’État, a fini par accepter des interviews télévisées. Elle cherchait à les éviter jusque-là, la plupart des sondages la donnant gagnante dès le premier tour. Elle devancerait sa concurrente libérale Elisa Carrio de plus de 20 points. Mais cette fois, c’est l’un des talons d’Achille du bilan de son mari qui est pointé du doigt – l’inflation – et l’Institut des statistiques de l’État (Indec) accusé d’outrageusement minimiser l’au-gmentation des prix.
Une curieuse campagne électorale
Curieusement, dans ce pays qui se revendique machiste, la candidature de la femme du président ne choque pas. «Ce n’est pas lui qui a poussé sa femme en politique. Quand Nestor Kirchner a été élu en 2003, son épouse était plus connue que lui, une brillante juriste, militante active du parti péroniste , se souvient Hector Bringas, professeur de droit politique de la faculté de droit de Cordoba. Le couple s’est connu dans les meetings du parti péroniste.
Nestor est plutôt un homme d’appareil, expert pour faire et défaire des alliances au sein du parti. Quand il a été choisi pour la présidentielle par l’un des hommes forts du péronisme en 2003, Eduardo Duhalde, beaucoup cro-yaient qu’il ne serait qu’un pantin manipulé par ce dernier. Très vite, il a pris son indépendance et affirmé son autorité. D’une allure un peu gauche, il semble presque gêné par sa grande silhouette. Il détonne à côté d’une Cristina à l’élégance raffinée et dont le style glamour ne détone pas à la une des magazines populaires. Ces derniers mois, elle a cherché à soigner sa carrure internationale. Les sondages lui donnaient une telle avance qu’elle n’a pratiquement pas fait campagne, sauf ces derniers jours.
C’est d’ailleurs une curieuse campagne électorale à laquelle ont assisté des Argentins dubitatifs. Auparavant existaient dans le pays deux partis dominants qui se succédaient au pouvoir, les péronistes et les radicaux. Aujourd’hui, les cartes sont rebattues. «Vous voyez, en face, c’est le siège du parti radical, explique Carlos Giavay-Waiss, de l’association Club de derecho, de Cordoba. Eh bien, ils appellent à voter pour Lavagna qui vient de se déclarer péroniste.» Lavagna était ministre de Nestor Kirchner avant de démissionner après un différend avec le président. Trois candidats, parmi la petite dizaine en lice, sont péronistes: Roberto La-vagna, Cristina Kirchner et Alberto Rodriguez Saa. Quant à la candidate socialiste Elisa Carrio, placée en seconde position dans les sondages, elle est soutenue par une partie des radicaux. Pour compléter ce tableau, Cristina a choisi un radical de Mendoza comme candidat à la vice-présidence.
C’est en fait l’ensemble du paysage politique qui a explosé avec la crise de 2001, quand l’Argentine se déclarait en faillite, provoquant la plongée du pays dans le chaos. «Le système des partis est en crise. Les radicaux ont disparu et les péronistes n’ont plus qu’une culture du pouvoir sans pensée politique, explique Fraga, du think-tank Nueva mayoria. Dans ce naufrage, seule subsiste une structure, le parti péroniste, dont les caciques se disputent la dépouille.»
Retour de l’autorité de l’Etat
Dans la tourmente, le couple Kirchner a pris une longueur d’avance. Il peut se glorifier d’un bilan non négligeable: une économie en forte croissance, la réouverture des procès de la dictature, la réforme de la Cour suprême, qui avait perdu toute crédibilité, et surtout le retour de l’autorité de l’État, laquelle avait été fortement dévaluée, entre autres, par la fuite en hélicoptère du président radical Fernando de la Rua, en décembre 2001, par les toits de la Casa rosada (le palais présidentiel), devant la rage des manifestants. Interrogée en juillet par El Pais sur la possibilité d’une candidature de son mari, Nestor Kirchner, en 2011, Cristina a sèchement répondu: «C’est de la science-fiction… En 1985, vous saviez, vous, que le mur de Berlin allait tomber en 1989?»

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